“Sono nostre figlie”.Il Santobono scende in campo per la liberazione delle 300 studentesse nigeriane

 

Mani aperte, lanciate verso il cielo. Mani senza volti che chiedono una libertà uguale per tutti. Anche Napoli risponde all’appello lanciato attraverso i social network dalla giovanissima attivista pakistana Malala Yousafzai. Le quasi trecento studentesse rapite da Boko Haram diventano anche figlie “nostre”, grazie alla Fondazione Santobono Pausilipon, che ha allestito davanti l’ingresso principale dell’ospedale Santobono un pannello per la campagna #bringbackourgirls  “riportateci le nostre ragazze”.

La campagna partita da Malala Yousafzai, ragazza pachistana di 16 anni, candidata al premio Nobel per aver difeso a costo della vita il proprio diritto scolastico, ha visto l’adesione di star internazionali quali Michelle Obama, Angelina Jolie e di personalità del mondo della cultura e dello spettacolo italiano.

“Come Fondazione Santobono-Pausilipon abbiamo deciso di manifestare pubblicamente la nostra adesione alla campagna #bringbackourgirls  –  dice Anna Maria Minicucci, presidente della Fondazione Santobono-Pausilipon – Riteniamo che difendere pubblicamente il diritto alla scolarità ed alla libera educazione sia un dovere di una Fondazione come la nostra che ha nella propria missione la promozione di una cultura del diritto all’infanzia.”

Il pannello resterà allestito per l’intera durata della campagna internazionale.

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